RST (Readability-Strength-Tone)

Il sistema RST per il rapporto della qualità del segnale è usato fin dal 1934 circa come scorciatoia per riportare la comprensibilità (R), l'intensità del segnale (S) e, per la sola radiotelegrafia, la nota (T). Per i collegamenti di sola voce si limita a comprensibilità ed intensità del segnale (R e S).

R = COMPRENSIBILITÀ

  1. Incomprensibile
  2. Appena comprensibile. Si distingue solo qualche parola ogni tanto.
  3. Comprensibile con considerevole difficoltà.
  4. Comprensibile sostanzialmente senza difficoltà.
  5. Perfettamente comprensibile.

S = INTENSITÀ

  1. Segnali debolissimi, appena percettibili.
  2. Segnali molto deboli.
  3. Segnali deboli.
  4. Segnali discreti.
  5. Segnali discretamente buoni.
  6. Segnali buoni.
  7. Segnali moderatamente forti
  8. Segnali forti.
  9. Segnali fortissimi.

T = NOTA (solo per CW)

  1. Nota estremamente ronzante e gorgogliante.
  2. Nota assai ronzante di AC (corrente alternata), senza traccia di musicalità.
  3. Nota ronzante di AC di tono basso, leggermente musicale.
  4. Nota piuttosto ronzante di AC, discretamente musicale.
  5. Nota modulata, musicale.
  6. Nota modulata, leggera traccia di fischio.
  7. Nota quasi DC (corrente continua), leggero ronzio.
  8. Buona nota DC, appena una traccia di ronzio.
  9. Nota purissima di DC.

Raramente è usata l'aggiunta di una lettera alla fine dei 3 numeri. Essa puo essere:

X   Il segnale è stabile come un segnale controllato da quarzo. Risale agli albori della radio, quando questo tipo di segnale era molto raro.
C Il segnale è modulato dato che la frequenza varia leggermente con la digitazione.
K Nel segnale si sente il clic di digitazione.

 

In radiotelegrafia, è pratica comune inviare rapporti RST in forma abbreviata:

 

 

1 = A
2 = U
3 = V
4 = 4
5 = E
6 = 6
7 = B
8 = D
9 = N
0 = T

 

I codici più usati sono N e T.